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Guida all’acquisto della cappa da cucina

Agnès Carpentier

I consigli per scegliere al meglio questo elettrodomestico indispensabile coniugando funzionalità ed estetica

La cappa garantisce il riciclo dell’aria purificandola da vapori, grasso e odori che si producono durante la cottura dei cibi. Inoltre illumina il piano di lavoro e agevola le operazioni di preparazione. Ecco un piccolo vademecum per la scelta della cappa che vi aiuterà a chiarivi le idee e a trovare quella giusta per la vostra cucina.

Innanzitutto prendete le misure della stanza in modo da scegliere la cappa più adatta alle vostre esigenze. Infatti, la capacità di aspirazione della cappa deve essere proporzionale alle dimensioni del locale in cui sarà posizionata. Per calcolare la portata giusta, bisogna moltiplicare per 12 il volume della stanza. Per esempio, per una cucina di 20 metri quadrati, con un’altezza pari a 2,50 metri, il calcolo sarà: 20 x 2,5 x 12 = 600. La cappa dovrà avere, quindi, una capacità di aspirazione minima di 600 metri cubi l’ora. Se installerete una cappa a isola in un ambiente unico che comprenda cucina e soggiorno, dovrete tenere conto dell’ampiezza totale della stanza per effettuare il calcolo.

Bisogna distinguere tra aspirante e filtrante, la scelta dell’una o dell’altra tecnologia sarà condizionata dalla presenza o meno in cucina di una canna fumaria. Oggi comunque molte cappe aspiranti possono essere usate come filtranti grazie a un kit di conversione. La cappa aspirante è collegata a un apposito condotto di scarico, convoglia all’esterno vapori e odori prodotti durante la cottura dei cibi e cattura le particelle di grasso all’interno di un filtro metallico, lavabile in lavastoviglie. Questo modello è il più efficace, tuttavia richiede l'intervento di un architetto per l’installazione della canna fumaria, e questo non è sempre permesso in edifici condominiali.

Di facile installazione, la cappa filtrante ha bisogno di una presa elettrica per funzionare. A differenza della cappa aspirante, non elimina i fumi e gli odori convogliandoli all’esterno, ma ricicla l’aria al suo interno attraverso dei filtri che richiedono regolare manutenzione e sostituzione. Le particelle di grasso rimangono intrappolate dentro a un filtro di metallo, lavabile in lavastoviglie che occorre sostituire ogni mese. Gli odori vengono assorbiti da un filtro a carboni attivi, che dopo i primi due anni va sostituito ogni sei mesi. Non elimina il vapore, pertanto è meglio installare una ventola per evitare che si crei condensa.

Ancora oggi, i modelli meno cari funzionano con le lampadine a incandescenza, tuttavia è giunto il momento anche per le cappe, come per gli altri apparecchi di illuminazione per la casa, di passare al risparmio energetico. Se l’alogena consente di illuminare in modo eccellente il piano cottura, l’illuminazione a Led consuma l’80% in meno e assicura una durata uguale a quella della cappa. Alcuni modelli sono dotati anche di un potenziometro che permette di regolare l’intensità della luce. Consiglio: se una delle due lampadine si è bruciata, non aspettate troppo a sostituirla perché la corrente verrà deviata tutta sulla lampadina rimasta. 

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