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Piani cucina: guida ai nuovi materiali

Marco Olivo

Grazie a materiali di ultima generazione arrivano sul mercato top che uniscono estetica a funzionalità

I piani di lavoro della cucina devono risultare pratici e funzionali, ma anche resistenti a graffi, abrasioni e calore e facili da tenere puliti. Il mercato propone una ricca offerta di soluzioni che spaziano dai materiali più classici, ma tecnologicamente potenziati, ai top più innovativi: alcuni sono anti-macchia, ecologici e persino capaci di rigenerarsi dai graffi. 

Viroc 

Tra le assolute novità nel panorama delle cucine, il Viroc è un materiale composito ottenuto dal mix di cemento e legno di pino. Il risultato è un prodotto versatile, durabile e resistente (tant’è vero che si utilizza anche negli spazi esterni) che presenta un aspetto naturale e dalla texture non omogenea. I colori vanno dal nero al bianco, giallo, rosso e ocra. Tra gli altri vantaggi la resistenza ai raggi UV e alle condizioni meteorologiche, la forte opacità, l’essere inodore, ignifugo e atossico. Non contiene componenti volatili pericolosi come l’asbesto o la formaldeide. Un ottimo materiale, quindi, ma non è rinnovabile né biodegradabile.

Paperstone

Altra gradita new entry nel mondo dei piani da lavoro è il Paperstone. Ecologico fin dalla fase di produzione, è anch’esso un materiale composito ma costituito al 100% da carta da ufficio riciclata più resine a base di acqua e oli ottenuti da gusci di anacardi. È piacevole al tatto e alla vista, richiamando l’aspetto della pietra naturale. Tra i vantaggi del Paperstone troviamo la forte resistenza agli urti e alle abrasioni, l’essere anti macchia, idrorepellente e pressoché inattaccabile dagli acidi. È disponibile in differenti colorazioni e, pur derivando dalla carta, ha una forte resistenza al fuoco. Infine ha un costo accessibile. 

Fenix 

Tra i materiali tecnologicamente all’avanguardia il Fenix è certamente tra i più innovativi e particolarmente idoneo a soluzioni estetiche moderne e attuali. L’impiego di nanotecnologie consente durante la fase di produzione di ottenere una superficie esterna che, trattata con resine acriliche di nuova generazione, indurite e fissate attraverso uno speciale processo, risulta resistente all’usura e cromaticamente stabile. Il piano di lavoro si presenta opaco, anti impronta e soft-touch. Il nome Fenix rimanda alla capacità di rigenerarsi da eventuali graffi superficiali grazie alla termoriparabilità. La manutenzione è oltretutto semplice e veloce: si ricorre a un panno preriscaldato che va strofinato sulla parte danneggiata: il calore fa il resto.

Krion

Il Krion appartiene alla categoria solid surface di cui si conosciamo il più noto Corian e a cui somiglia per aspetto e caratteristiche. È un materiale ecologico e riciclabile al 100%, ottenuto da una miscela costituita per 2/3 da minerali naturali e da resine ad alta resistenza. I top in Krion si presentano caldi al tatto e richiamano la pietra naturale. Oltre che in bianco, lo si può avere in tanti colori e differenti spessori. I pannelli di Krion vengono lavorati come fossero legno e in più è possibile ottenere forme morbide e curve mediante il calore. Inoltre, rispetto a materiali simili, è più leggero e quindi versatile e trova applicazione anche all’esterno come rivestimento in facciata. Facile da pulire, è piuttosto resistente alle macchie e all’usura ma se danneggiato è anch’esso ripristinabile ricorrendo a una spugnetta abrasiva. Nel caso in cui bisogna unire più pezzi le giunture risultano invisibili, la superficie non presenta pori ed è antibatterica, quindi particolarmente idonea a piani cucina e bagno.

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